mercoledì 9 maggio 2007

Red Hat Summit 2007: Day1

Nella splendida cornice della baia di S. Diego (CA) si sta svolgendo in questi giorni il RED HAT SUMMIT 2007 (il terzo summit della RH Corporation). Oggigiorno Red Hat è probabilmente la società leader del mercato Linux, distribuendo le sue versioni del sistema operativo e sviluppando tecnologie basate sul modello Open Source.

La conferenza, che avrà durata di tre giorni, ospita molteplici sessioni con argomenti suddivisi su diverse tracks:

  • What's new

  • ROI, TCO, SO, and the Other important acronyms

  • Beyond the operating system

  • Peer to Peer Perspective

  • What's Next

  • In the News

  • Deconding the code: Tips and tricks and best practice

Si parlerà di Linux nel mondo Enterprise, di tecnologie di backup, virtualizzazione di sistemi, comunità di sviluppo modellate secondo le regole dell'Open Source, di Design Thinking (accennerò oltre qualcosa su questo argomento). Tutte le sessioni sono precedute ogni mattina dalle keynotes di personaggi “illuminati” del mondo Open Source e dell' Information Technology. La cifra dei partecipanti, provenienti da tutto il mondo compresa l'Italia di cui io sono l'unico rappresentante, si aggira intorno alle 1000 persone includendo dirigenti, system administrators, insegnati, studenti, job hunters, semplici appasionati dell'open-source, etc.etc.

Ieri, la prima giornata della conferenza si è aperta con la presentazione di Matthew Szulik presidente e CEO di Red Hat. Quello che mi ha colpito maggiormente della sua spettacolare presentazione(nell'accezione più scenografica del termine: luci, suoni, mega schermi in tutta la sala, etc.etc), sono stati alcuni frequenti riferimenti alle esigenze del terzo mondo in termini di distribuzione di servizi tecnologici a basso costo. Questa infatti una delle idee visionarie di Szulik e del suo staff, condivisa di fatto dalla maggior parte della comunità OS, cioè produrre tecnologie, basate su modello Open Source, in grado di poter essere facilmente acquisite dai paesi del terzo mondo che maggiormente hanno bisogno di servizi per la sanità, l'istruzione e per un miglior benessere in genere. Szulick ha mostrato, come una comunità forte come quella del mondo OS, sia in grado di sviluppare e realizzare idee visionarie,in poco più di un anno, idee come il progetto “One Laptop Per Child” ovvero costruire e realizzare un computer portatile per i bambini con meno di 300 dollari. Ebbene questo computer (vedi link)è di fatto oggi una realtà che è già stata distribuita in diverse scuole del Brasile e della Nigeria.

Fa una piacevole impressione sentire in una conferenza “computer oriented”, parlare di argomenti legati allo sviluppo del terzo mondo, di condivisione della conoscenza, dell'esigenza di condividere appunto con altri quello che è il nostro patrimonio culturale. Altro che grafici di crescita aziendale! Altro che monopolio e copyright della conoscenza! Red Hat è un esempio di ciò che ha prodotto la rivoluzione Open Source, cioè una azienda che pur facendo business(ricordo che è quotata all borsa americana), mantiene tra i propri principi fondamentali quel senso di democrazia e solidarietà tipici del modo Open Source.

Sempre rifacendosi al modello del software libero, Henry Richard (Vice President della AMD) ha ulteriormente enfatizzato l'importanza della collaborazione globale come soluzione ai problemi dell'IT. Cercare quindi di sviluppare sistemi e tecnologie che siano sempre più alla portata di tutti e di facile utilizzo per tutti, come lo sono il nostro frigo o il nostro televisore che non hanno bisogno di attendere 2 minuti per avviarsi e che fortunatamente non sono “buggy”, difettosi, come il nostro PC(parole appunto del VP di AMD). Vorrei ricordare ancora di questo intervento la frase:”Nessuno è più intelligente di tutti noi messi insieme” parole semplici sulle quali però vale la pena di meditare.

Tra le tante sessioni tecniche che si sono svolte durante la giornata ho per forza dovuto scegliere di seguirne solo alcune e tra queste vorrei segnalare quella sul “Design thinking”, decisamente meno tecnica delle altre ma ricca di spunti e suggerimenti sul processo del pensare creativo, cioè su come guidare un cambiamento culturale all'interno della propria società o del proprio gruppo di lavoro al fine di realizzare e concretizzare grandi idee. Lo speaker, un designer assunto dalla Red Hat proprio per rivoluzionare il modo di creare sw, ha fatto spesso riferimento ad alcuni testi veramente interessanti per chiunque voglia conoscere come sia possibile raggiungere obbiettivi importanti senza rinunciare alla propria intuizione o idea iniziale; eccovi i titoli:

  1. The Responsability Virus di Roger Martin

  2. Ten Faces of Innovation di Tom Kelly, IDEO

La conferenza, oltre alle sessioni offre anche un grande padiglione espositivo dove sono molti gli sponsor che illustrano le proprie potenzialità ed i propri prodotti. Da annotare la simpatica cena offerta da IBM in perfetto stile “surf” nel giardino dell'Hotel Sheraton Marina, con tanto di musica surf (Beach Boys), artisti di spiaggia, e cibo messicano a volontà.

Ad MAiora

P.S.
Mi raccomando non mancate l'appuntamento con il resoconto della seconda giornata.

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